13 feb 2026
Il motivo n.1 per cui non cresci in palestra (nessuno ti parla di periodizzazione)
Cos’è la periodizzazione
La periodizzazione è la pianificazione strategica dell’allenamento nel medio-lungo periodo, organizzata in fasi con obiettivi chiari.
Non si tratta solo di scegliere esercizi diversi, ma di gestire nel tempo volume, intensità e recupero per guidare gli adattamenti del corpo in modo progressivo e controllato.
In pratica, il percorso di allenamento viene diviso in:
Mesocicli: blocchi di circa 4–12 settimane, ciascuno con un focus principale (ipertrofia, forza, tecnica, recupero).
Macrocicli: programmi più lunghi, di 12–42+ settimane, che uniscono più mesocicli in una visione annuale o semestrale, spesso legata a un obiettivo importante (gara, stagione sportiva, trasformazione fisica).
Questa struttura permette di sapere sempre perché si sta facendo un certo tipo di lavoro in un determinato periodo, evitando allenamenti casuali e improvvisati.
Come funziona: le principali fasi
All’interno di un programma periodizzato troviamo, in genere, tre grandi tipologie di fasi, che possono alternarsi e ripetersi durante l’anno:
Fasi di volume alto: privilegiano un numero maggiore di serie e ripetizioni, con carichi moderati, e sono ideali per stimolare l’ipertrofia muscolare.
Fasi di intensità alta: prevedono carichi più elevati e meno ripetizioni, con l’obiettivo di sviluppare la forza massimale e la capacità di esprimere tensione muscolare elevata.
Fasi di scarico (deload): periodi brevi in cui si riduce intenzionalmente il carico di lavoro (volume, intensità o entrambi) per permettere all’organismo di recuperare, consolidare gli adattamenti e prevenire sovraccarichi e infortuni.
Un esempio semplice: dopo 6–8 settimane ad alto volume per l’ipertrofia, si possono programmare 3–4 settimane con focus forza, seguite da 1 settimana di deload, per poi ripartire con un nuovo blocco, leggermente più avanzato del precedente.
Perché cambiare scheda troppo spesso è un errore
Molte persone cambiano scheda ogni 3–4 settimane “per variare” o “per non abituare i muscoli”, ma così interrompono continuamente il processo di adattamento.
Gli adattamenti importanti richiedono tempo, continuità sugli stessi pattern motori e una progressione logica del carico.
Gli esempi più importanti sono:
Adattamento neurale: nei primi cicli il corpo impara a usare meglio i muscoli, migliorando coordinazione e reclutamento delle fibre; questo processo richiede diverse settimane di lavoro specifico.
Ipertrofia miofibrillare: la crescita reale delle strutture contrattili del muscolo richiede mesi di stimolo sufficiente e progressivo, non poche sedute con esercizi sempre diversi.
Sviluppo della forza massimale: per diventare realmente più forte in uno specifico esercizio serve ripeterlo con criterio, variando parametri come serie, ripetizioni e intensità, non sostituirlo di continuo.
Se ogni mese si stravolge la scheda, si ottiene magari un progresso iniziale nelle prime 6–8 settimane, ma poi il corpo si “blocca”: non perché non risponde, ma perché non ha mai il tempo di consolidare e portare a termine gli adattamenti iniziati.
Il risultato è frustrazione, sensazione di “non andare avanti” e tendenza a cercare l’ennesimo programma “nuovo”, cadendo in un circolo vizioso.
Il problema delle schede a rotazione casuale
Un errore molto diffuso tra chi si allena (e purtroppo anche tra alcuni trainer) è lavorare con schede a rotazione casuale:
4 settimane con una Scheda A.
4 settimane con una Scheda B completamente diversa.
Cambio esercizi “per variare” ogni volta che subentra la noia, senza una progressione precisa.
In questo scenario manca una linea guida chiara: non c’è un aumento programmato del volume, non c’è una progressione dell’intensità, non esistono fasi di deload pianificate.
All’inizio il cliente migliora, perché qualsiasi stimolo nuovo porta un progresso, ma dopo 2 mesi la curva rallenta e si ferma.
È fondamentale capire che il problema non è la persona che “non è portata” o “non è costante”, ma il metodo: senza una periodizzazione vera, i risultati restano limitati e instabili.
Un programma efficace non deve essere “divertente” perché cambia sempre, ma motivante perché si percepiscono progressi misurabili settimana dopo settimana.
Cosa dice la scienza sulla periodizzazione
La ricerca sul resistance training mostra in modo consistente che i programmi periodizzati, sviluppati su orizzonti di 12–30+ settimane, ottengono in media risultati superiori rispetto ai programmi non periodizzati.
In particolare, questi approcci favoriscono:
Maggiori miglioramenti di forza e composizione corporea, grazie a una gestione più intelligente di volume e intensità nel tempo.
Adattamenti neuronali e muscolari più progressivi, perché ogni fase costruisce sulle basi della precedente anziché ricominciare da zero con stimoli casuali.
Riduzione del rischio di plateau e sovrallenamento, grazie all’inserimento strategico di fasi di scarico e alla variazione programmata degli stimoli.
Questi benefici non riguardano solo atleti agonisti o bodybuilder avanzati: la periodizzazione funziona per tutti.
Giovani, donne, adulti over 50 e anziani traggono vantaggio da una progressione strutturata, adattata alle loro esigenze e al loro livello, che riduce il rischio di infortuni e massimizza l’efficienza del tempo passato in palestra.
Perché ogni Personal Trainer dovrebbe usare la periodizzazione
Per un Personal Trainer, saper costruire programmi periodizzati è una competenza centrale, che distingue il semplice “compilatore di schede” da un vero professionista dell’allenamento.
Un percorso strutturato permette di:
Definire obiettivi chiari per ogni fase (ipertrofia, forza, performance, benessere generale).
Monitorare e misurare i progressi, rendendo visibile al cliente il perché di ogni blocco di lavoro.
Aumentare l’aderenza ai programmi, perché la persona percepisce un senso di direzione e fiducia nel processo.
Offrire risultati più solidi e duraturi, che portano a maggiore soddisfazione, retention e passaparola positivo.
Periodizzare l’allenamento significa smettere di affidarsi al caso e iniziare a trattare il corpo come ciò che è: un sistema che si adatta nel tempo agli stimoli giusti, se questi sono organizzati con intelligenza e coerenza.
Per chiunque voglia fare sul serio – dal neofita al professionista del settore – la periodizzazione non è un optional, ma la chiave del successo che stavi cercando.
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