1RM, RIR e RPE: i 3 metodi per programmare squat, panca e stacco con metodo scientifico che ogni Powerlifter deve assolutamente conoscere
Scenario 1: Sei un atleta di powerlifting.
Ti alleni da mesi ma i massimali sono fermi. Cambi scheda ogni 3 settimane sperando in risultati diversi. Il problema? Non usi nessun sistema oggettivo per dosare l'intensità.
Scenario 2: Vuoi diventare istruttore di powerlifting.
Conosci la tecnica, sai spiegare lo squat... ma quando un atleta ti chiede "quanto peso devo mettere oggi?", vai a sensazione. E questo ti rende un istruttore improvvisato, non un professionista.
La verità scomoda:
Improvvisare il carico non è programmazione. È sperare che funzioni.
E quando gli atleti smettono di progredire dopo 2 mesi, il problema non è la loro genetica.
È che manca il metodo.
Continua a leggere: tra 5 minuti avrai in mano gli stessi strumenti che usano gli istruttori di atleti élite per costruire progressioni che funzionano nel tempo.
I 3 Pilastri della Programmazione Scientifica nel Powerlifting
Nel powerlifting esistono tre metodi validati dalla ricerca per quantificare l'intensità. Non sono opinioni: sono protocolli usati da istruttori certificati in tutto il mondo.
Vediamoli uno per uno, con gli errori da evitare che nessuno ti dice.
Metodo #1: %1RM — Il punto di partenza (ma non basta)
1RM = 1 ripetizione massimale
Il peso massimo che sollevi per una singola ripetizione con tecnica corretta.
Esempio pratico:
Il tuo massimale di squat è 100 kg → 100 kg = 1RM
Se la scheda prevede 5×5 all'80% del tuo 1RM:
80% di 100 kg = 80 kg
Quindi carichi il bilanciere a 80 kg e fai 5 serie da 5 ripetizioni
✅ Quando funziona bene:
Programmazione di forza massimale (cicli di peaking)
Atleti con esperienza pluriennale e tecnica consolidata
Monitoraggio progressi su medio-lungo periodo
⚠️ Il limite che quasi nessuno considera:
80 kg non pesano sempre uguale.
Pensa a questo:
Lunedì: dormi 8 ore, sei riposato, concentrato → 80 kg sembrano "giusti"
Venerdì: 5 ore di sonno, stress da lavoro, stanchezza accumulata → 80 kg sembrano impossibili
Il peso sul bilanciere è lo stesso. Ma l'intensità percepita dal tuo sistema nervoso cambia radicalmente.
Per questo l'1RM da solo non basta.
Serve qualcosa che tenga conto dello stato di forma del giorno. Ed è qui che entrano RIR e RPE.
Metodo #2: RIR — Quanto eri lontano dal cedimento?
RIR = Repetitions In Reserve (ripetizioni in riserva)
È un metodo descrittivo: ti dice quante ripetizioni avresti potuto fare ancora prima di cedere tecnicamente.
Esempio pratico:
Fai squat a 80 kg per 8 ripetizioni. Senti che avresti potuto farne altre 2 mantenendo la tecnica corretta.
→ RIR = 2
Perché è importante:
Il RIR ti permette di quantificare quanto ti sei avvicinato al limite senza andare sempre al cedimento.
✅ Applicazione pratica:
Scheda tipo: "Squat 4×8 @ RIR 2"
Significa:
Scegli un peso
Fai 8 ripetizioni
Ti fermi quando senti che ne avresti potute fare altre 2
Errore comune da evitare:
Molti atleti sopravvalutano il RIR. Pensano di avere 3 ripetizioni in riserva, ma in realtà sono già a cedimento tecnico.
Come calibrare il RIR correttamente:
Filma le tue serie
Se nelle ultime 2 ripetizioni la velocità del bilanciere rallenta visibilmente → sei più vicino al cedimento di quanto pensi
RIR reale = probabilmente 0-1, non 3
Metodo #2 bis: RPE — Programma l'intensità prima di caricare
RPE = Rating of Perceived Exertion (livello di sforzo percepito)
È una scala da 1 a 10 che indica quanto sei vicino al massimo sforzo.
Scala RPE nel powerlifting:
RPE | RIR | Significato |
10 | 0 | Cedimento assoluto, neanche mezza rep in più |
9.5 | 0.5 | Forse riuscivi a farne 1, ma non sicuro |
9 | 1 | Avresti fatto 1 ripetizione in più pulita |
8.5 | 1.5 | 1 sicura, forse 2 |
8 | 2 | Avresti fatto 2 ripetizioni in più |
7 | 3 | Avresti fatto 3 ripetizioni in più |
Differenza cruciale con RIR:
RIR è descrittivo → "Ho fatto 8 rep e avrei potuto farne altre 2" (guardi indietro)
RPE è prescrittivo → "Voglio lavorare a RPE 8, quindi scelgo il peso di conseguenza" (pianifichi prima)
✅ Quando usarlo:
Autoregolazione avanzata basata sullo stato del giorno
Programmazione che si adatta a stress, sonno, recupero
Gestione carichi submassimali per accumulo di volume senza burnout
Esempio pratico che cambia tutto:
Programma: "Stacco 5×3 @ RPE 8"
Come lo applichi:
Riscaldi progressivamente
Quando arrivi a un peso che, fatto per 3 ripetizioni, ti porta a RPE 8 (cioè avresti potuto farne altre 2) → quello è il peso di lavoro
Lo usi per tutte le 5 serie
Cosa succede in pratica:
Giorno buono → RPE 8 corrisponde a 80 kg
Giorno stanco → RPE 8 corrisponde a 75 kg
Stai programmando lo stimolo (RPE 8), non il peso assoluto.
Questo ti permette di allenarti sempre all'intensità giusta senza sovraccaricare il sistema nervoso.
Come integrarli: la formula degli istruttori professionisti
Ora che conosci i 3 metodi, ecco come gli istruttori di atleti élite li usano in sinergia:
Fase 1: usa %1RM per strutturare il mesociclo
Esempio di ciclo di 4 settimane su squat (1RM = 100 kg):
Settimana 1: 4×6 al 75% del 1RM = 75 kg
Settimana 2: 4×5 all'80% del 1RM = 80 kg
Settimana 3: 5×4 all'85% del 1RM = 85 kg
Settimana 4: deload 3×5 al 65% del 1RM = 65 kg
Questo ti dà la struttura.
Fase 2: usa RPE per autoregolare giorno per giorno
Prendiamo la settimana 2: 4×5 all'80% del 1RM
Se il tuo 1RM è 100 kg → 80% = 80 kg
Ma prima di caricare 80 kg, ti chiedi:
"Oggi, 80 kg per 5 ripetizioni mi porterebbero a che RPE?"
Se senti che ti porterebbero a RPE 9.5 (troppo) → riduci a 75 kg
Se senti che ti porterebbero a RPE 7 (troppo poco) → aumenta a 82-85 kg
Così mantieni lo stimolo allenante corretto, anche quando le variabili esterne cambiano.
Fase 3: usa RIR per validare post-serie
Dopo aver fatto la serie, chiedi:
"Quante ripetizioni avrei potuto fare ancora?"
Se rispondi RIR 2-3 → perfetto, target centrato
Se rispondi RIR 0 → forse hai spinto troppo
Se rispondi RIR 4+ → probabilmente hai lasciato troppo margine
Questo feedback ti aiuta a calibrare meglio le prossime serie.
Nota importante: Questi sono esempi generali. Ogni atleta risponde diversamente agli stimoli in base a esperienza, genetica, capacità di recupero e contesto di vita. Un RIR 2 per un atleta avanzato può corrispondere a uno stimolo completamente diverso rispetto a un principiante. L'abilità dell'istruttore sta nell'individualizzare questi parametri caso per caso.
Per aspiranti istruttori: cosa cambia quando programmi per altri
Se vuoi insegnare powerlifting, devi saper interpretare il feedback degli atleti:
Errore #1: fidarsi ciecamente del RIR dichiarato
Scenario:
Atleta principiante dice "RIR 3" dopo una serie durissima.
Cosa fare:
Chiedi di fare 1 ripetizione extra → se non riesce, il RIR era 0
Educa l'atleta a riconoscere il cedimento tecnico (non solo muscolare)
Errore #2: programmare solo su %1RM con atleti stressati
Scenario:
Atleta arriva stressato dal lavoro, ha dormito 4 ore.
Cosa fare:
Ignora la % programmata
Chiedi: "Oggi, quale peso ti porta a RPE 7?"
Usa quel peso, anche se è il 60% invece del 75% del 1RM
Perché:
Meglio un allenamento a RPE 7 effettivo che un infortunio per aver forzato l'80% programmato.
Errore #3: non spiegare la differenza tra RPE tecnico e muscolare
RPE tecnico: quanto sei vicino al cedimento della tecnica corretta
RPE muscolare: quanto sei vicino al cedimento muscolare assoluto
Nel powerlifting conta il tecnico.
Se l'atleta fa 8 ripetizioni e all'ottava la schiena va in flessione → era RPE 10 tecnico, anche se muscolarmente avrebbe potuto fare altre 3 con tecnica orribile.
Dove si imparano queste competenze
Conoscere 1RM, RIR e RPE è il punto di partenza.
Ma saper applicare la periodizzazione, costruire mesocicli di accumulo e intensificazione, e autoregolare senza perdere la struttura richiede formazione seria.
Nel percorso powerlifting di Accademia Italiana Fitness impari:
✅ Programmazione basata su evidenze scientifiche:
Metodologie di allenamento specifiche per le alzate di gara (squat, panca, stacco)
Periodizzazione e programmazione annuale per massimizzare forza e potenza
Tecnica esecutiva avanzata e correzione degli errori più comuni
✅ Pratica supervisionata SNAQ:
Non solo teoria: correggi atleti reali sotto la supervisione di istruttori certificati
Impari a riconoscere RPE reale vs percepito osservando movimenti dal vivo
Esercitazioni pratiche con feedback immediato
✅ Doppio diploma CONI + ESWA:
Riconoscimento nazionale EPS CONI con protocollo SNAQ (obbligatorio per lavorare in strutture sportive italiane)
Validità europea ESWA in 20+ paesi
✅ FitnessWork — inserimento lavorativo garantito:
Accesso al network di palestre, box e centri sportivi affiliati
Opportunità di lavoro già durante la formazione
Guadagni garantiti 16-24€/ora
✅ L'autorevolezza di chi forma professionisti:
Oltre 80.000 professionisti formati
Scuola n°1 in Italia per numero di istruttori certificati
Tripla certificazione ISO (9001, 17024, 21001)
Conclusione: smetti di andare a sensazione
Che tu sia un atleta o un aspirante istruttore, la differenza tra risultati casuali e progressione sistematica è qui:
Saper dosare l'intensità con metodo.
1RM ti dà la struttura
RPE ti permette l'autoregolazione
RIR ti dà il feedback per correggere il tiro
Usati insieme, sono la formula che trasforma "andare in palestra" in costruire forza misurabile nel tempo.
Prossimi passi:
Se sei un atleta:
Applica questi metodi alla tua prossima programmazione. Traccia RPE e RIR per 4 settimane. Vedrai progressi che non ottenevi da mesi.
Se vuoi diventare istruttore:
Non basta conoscere la teoria. Serve pratica con atleti reali, feedback da istruttori esperti, e certificazione riconosciuta.
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